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TR. Stabilimento "Ricoroi
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MILANO
LA GIOCONDA
MELODRAMMA IN QUATTRO ATTI
DI
TOBIA GORRIO
MUSICA DI
A. PONCHIELLI
TEATRO ALLA SCALA
OiLCuresimcL 1&76
R. STABILIMENTO RICORDI
MILANO
Napoli — ROMA — Firenze
LONDRA
23, Charles Street, Middlesex Hospital. IV.
Proprietà per tutti i Paesi.
Deposto all' Estero — Ent. Sta. Hall.
Diritti di traduzione riservati.
PERSONAGGI
LA GIOCONDA, cantatrice .... Mariani-Masi Maddalena LAURA ADORNO, genovese, moglie di. Biancolini-Rodriguez M. ALVISE BADOERO, un dei capi del- l'Inquisizione di Stato Maini Ormondo
LA CIECA, madre della Gioconda . . Barlani-Dini Eufemia
ENZO GRIMALDO, Principe genovese. Gayarre Giuliano
BARNABA, cantastorie Aldighieri Gottardo
ZUANE, regatante ......
, CORNAGO GlO. BATT.
UN CANTORE
ISÈPO, scrivano pubblico Grazzi Amedeo
UN PILOTA N. N.
CORI
Barnabotti — Arsenalotti — Senatori — Pregadi
Gentiluomini — Gentildonne — Maschere (arlecchini, pantaloni, bautte)
Popolo — Marinai — Mozzi — Monaci de' Frari
Cantori della compagnia della calza,
CO MP ARSE
Mazzieri — Scudieri — Sgherrani — Trombettieri — Dalmati Mori — Il Cancellier grande — Un regatante — Il Priore dei Frari
La Signoria — Il Consiglio dei Dieci — Sei Caudatari Un Nostromo — Un Mastro delle vele — Un servo moro — Il Doge.
Danze. Atto III, La Danza delle Ore. Venezia, Secolo XV IL
Maestro concertatore e direttore per le Opere, Franco Faccio.
Sostituti, Bernardi Enrico e Pagnoncelli Gio. Battista.
Primi Violini solisti, Corbellini Vincenzo - Rampazzini Giovanni.
Maestro direttore dei Cori, Zarini Emanuele.
Primo dei secondi Violini, Bastoni Giovanni.
Primo Violino e direttore d'Orchestra pel Ballo, Bolelli Giovanni Batt.
Sostituto, Roncati Carlo.
Prime Viole a perfetta vicenda, Cavallini Eugenio - Di Carlo Vincenzo
Prima Viola pel Ballo Santelli Giuseppe.
Primi Violoncelli a vicenda per l'Opera e Ballo
Truffi Isidoro - Quarenghi Guglielmo.
primo Violoncello pel Ballo, Nani Giovanni
Primo Contrabasso per 1' Opera, Negri Luigi.
Sostituto, Jenuscky Giovanni.
Primo Contrabasso al cembalo pel Ballo, Moja Alessandro.
Primo Flauto, per l'Opera, Zamperoni Antonio - pel Ballo, Gillone Emilio
Primo Ottavino, Cantu Giuseppe.
Primo Oboe, per l'Opera, Confalonieri Cesare - pel Ballo, Cesari Luigi.
Primo Clarinetto, per l'Opera, Orsi Romeo - pel Ballo, Sassella Luigi.
Primo Fagotto, per l'Opera, Torriani Antonio - pel Ballo, Borghetti Giuseppe
Primi Corni, per l'Opera, Laurini Domisio - Langioiller Marco.
Primo Corno, pel Ballo, Mariani Giuseppe.
Prima Tromba, per l'Opera, Falda Gaetano - pel Ballo, Priora Eugenio
Primi Tromboni, Bernardi Paolo - Balestra Luigi.
Bombardone, Castelli Antonio.
Prima Arpa, per l'Opera, Bovio Angelo - pel Ballo, Nardari Alessandro
Gran Cassa, Marccllini Gaudenzio.
Organo e Fisarmonica, Zarini Emanuele.
Direttore di scena, cav. Carlo D'Ormeville
Sostituto e Buttafuori Archinti Gaetano.
Ispettore pel Ballo, Vigano Davide.
Rammentatore, Gilardi Canzio.
Direttore ed inventore delle scene, Cav. Carlo Ferrario
Sostituto Giacopelli Giuseppe.
. Direttore ed inventore del Macchinismo, Mastellari Gaetano
Vestiarista proprietario, Zamperoni Luigi.
Attrezzista proprietàrio, Gaetano Croce e Figlio.
Scultore, Galli Rizzardo.
Fornitore proprietario dei Pianoforti, Erba Luigi.
Fornitore delle maglie, Enrico Beati.
Fiorista e piumista, Borroni Teresa - Parrucchiere, Ditta Venegoni.
Giojelliere, Corbella Napoleone.
Calzolaio, Fumagalli Gaetano.
ATTO PRIMO
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ATTO PRIMO
La bocca dei Leoni.
Il cortile del Palazzo Ducale parato a festa e coi fregi dorati come si vedevano anticamente. Nel fondo la Scala dei Giganti, a sinistra il fianco del Portico della Carta colla porta che adduce nell' interno della chiesa di San Marco. A sinistra della porta del tempio sta le scrittoio d'uno scrivano pubblico. Nel seno dell'angolo fra la Scala dei Giganti e il fondo s'innalzerà un palo di cuccagna colle strenne e coi borsellini variopinti appesi alla sua cima.
Sopra una parete del cortile si vedrà una fra le storiche bocche dei leoni colla seguente scritta incisa sul marmo a caratteri neri :
DENONTIE SECRETE PER VIA d'inqvisitione CONTRA CADA
VNA PERSONA CON L'iMPVNITÀ
SECRETEZA ET BENEFITII
GIVSTO ALLE LEGI.
È uno splendido meriggio di primavera. La scena è ingombra di popolo festante. Barnabotti, Arsenalotti, Marinai, maschere d'ogni sorta, Arlecchini, Pantaloni, Bautte, e in mezzo a questa turba vivace alcuni Dalmati ed alcuni Mori. BARNABA , addossato ad una colonna, sta osservando il popolo; ha una piccola chitarra ad armacollo. ,
LA GIOCONDA
SCENA PRIMA.
Marinai , Popolo e Barnaba.
Coro di Marinai e Popolo
.wJMJESTE e pane ! la Repubblica
||g§)Reggerà le schiatte umane Finché avran le ciurme e i popoli Feste e pane. L'allegria disarma i fulmini Ed infrange le ritorte. Noi cantiam ! chi canta è libero, Noi ridiam ! chi ride è forte, Quel sereno Iddio lo vuol Che allegrò questa laguna Coll'argento della luna E la porpora del sol.
(campane a distesa, squilli di tromba)
Feste e pane ! a gioia suonano Di San Marco le campane. Viva il Doge e la Repubblica!
Feste e pane !
Barnaba
(si muove dal posto. Dominando il frastuono festosamente)
Compari ! già le trombe V annuncian la regata.
Marinai
(correndo a destra verso la riva degli Schiavoni,
Alla regata !
Popolo Alla regata !
(gridando e saltando, il popolo esce dal cortile. Il tumulto s'allontana).
ATTO PRIMO
SCENA II.
Barnaba solo.
(accennando gli spiragli delle prigioni sotterranee)
E danzan su lor tombe ! E la morte li guata !
(cupamente)
E mentre s' erge il ceppo o la cuccagna, Fra due colonne tesse la sua ragna, Barnaba, il cantastorie ; e le sue file
(guarda e tocca la sua chitarra)
Sono le corde di questo apparecchio.
Con lavorio sottile
E di mano e d'orecchio
Colgo i tafani al volo
Per conto dello Stato. E mai non falla
L'udito mio. Coglier potessi solo
Per le mie brame e tosto
Una certa vaghissima farfalla!...
SCENA III.
La Gioconda colla Cieca, entrando da destra e detto. La vecchia ha il volto coperto fin sotto gli occhi da un povero zendado.
Gioconda
(conducendo per mano la madre e avviandosi alla chiesa lentamente)
Madre adorata, vieni.
Barnaba
(scorge la Gioconda e si ritrae accanto alla colonna)
(Eccola ! al posto).
IO LA GIOCONDA
La Cieca
Figlia che reggi il tremulo Pie che all' avel già piega, Beata è questa tenebra Che alla tua man mi lega.
Tu canti agli uomini
Le tue canzoni,
Io canto agli angeli
Le mie orazioni,
Benedicendo
L' ora e il destin,
E sorridendo
Sul mio cammin.
» Io per la tua beli' anima
» Prego chinata al suol,
)) E tu per me coi vividi
» Sguardi contempli il sol.
Gioconda
Vien ! per securo tramite Da me tu sei guidata. Vien ! ricomincia il placido Corso la tua giornata.
Tu canti agli angeli
Le tue orazioni,
Io canto agli uomini
Le mie canzoni,
Benedicendo
L' ora e il destin,
E sorridendo
Sul mio cammin.
» Ed io pel tuo dimane » A te guadagno il pane, » Tu col pregar fedel » A me guadagni il ciel.
ATTO PRIMO II
Barnaba
(in disparte)
(Sovr' essa stendere La man grifagna ! Amarla e coglierla Nella mia ragna! Terribil estasi Dell'alma mia ! Sta in guardia ! Y agile Farfalla spia !)
Gioconda
L' ora non giunse ancor del vespro santo ; Qui ti riposa appiè del tempio, intanto Io vado a rintracciar 1' angelo mio.
Barnaba (Derisi'on !)
Gioconda
Torno con Enzo.
La Cieca
Iddio Ti benedica. •
Gioconda
Taciturna ed erma Pace qui spira.
La Cieca
(estrae da tasca un rosario)
Addio figliuola. Barnaba
(sbucando e sbarrando la via a Gioconda, che fa per escire da destra)
Ferma.
12 LA GIOCONDA
Gioconda Che?
Barnaba
Un uom che t'ama, e che la via ti sbarra.
Gioconda
Al diavol vanne colla tua chitarra!
(vivacemente)
Già l'altra volta tei dissi: funesta M' è la tua faccia da mistero.
(per andarsene)
Barnaba
(trattenendola e ironicamente)
Resta. Enzo attender potrà.
Gioconda
Va, ti disprezzo.
Barnaba
(incalzando)
Ancor m'ascolterai.
Gioconda Mi fai ribrezzo! Barnaba Resta... t'adoro, o vaga creatura.
ATTO PRIMO 13
Gioconda Vanne !
Barnaba Non fuggirai!
(slanciandosi su essa)
Gioconda
Mi fai paura ! Ah!!
(fugge)
La Cieca
(alzandosi spaventata)
Qual grido! mia figlia! Aita! aita! La voce sua !
Barnaba (La farfalla è sparita...) La Cieca
(brancolando)
Figliuola ! o raggio della mia pupilla, Dove sei ? dove sei ?
Barnaba
(ridendo)
(La Cieca strilla, Lasciamola strillar.)
La Cieca
(lentamente e protendendo le palme ritorna a sedersi sui gradini)
Tenèbre orrende! Barnaba
(osservandola pensieroso)
(Pur quella' larva che la man protende, Potrebbe agevolar la meta mia...
14 LA GIOCONDA
Se la madre è in mia man... La Cieca
(rigirando con fervore le ave marie del suo rosario)
Ave Maria... Barnaba
(sempre meditando)
Tengo il cor della figlia incatenato...
La Cieca Ave Maria...
Barnaba
... con laccio inesorato. L' angiol m' aiuti dell' amor materno E la Gioconda è mia ! Giuro all'Averno !)
SCENA IV.
Barnaba, La Cieca, Isèpo, Zuàne, Coro. Indi sei Sgherri. La Gio- conda, Enzo, più tardi Laura, Alvise. Il Popolo porta in trionfo il VINCITORE DELLA regata , il quale tien alto il pallio verde (la bandiera del premio). - Donne, Marinai, Fanciulli con fiori e ghirlande, Zuàne triste in disparte.
Arsenalotti
(al vincitore)
Polso di cerro !
, Barnabotti
(idem)
Occhio di lince !
Arsenalotti Remo di ferro!
Donne Gagliardo cor!
ATTO PRIMO 15
Tutti
Gloria a chi vince Il pallio verde !
Donne
(guardando Zuàne)
Beffe a chi perde !
Tutti
Lieta brigata Per lieto calle, Portiamo a spalle Il vincitor Della regata, Fra canti e fior. Gli sguardi avvince, I flutti ei sperde! Gloria a chi vince! Beffe a chi perde!
(quasi tutti affluiscono verso la Scala dei Giganti, ove depongono il trionfatore)
Barnaba
(che già da qualche tempo avrà osservato Zuàne, lo arresta)
(Questi è l'uomo ch'io cerco. Non m'inganno). Patron Zuàne, hai faccia da malanno. Si direbbe davver che alla regata Non hai fatto bandiera.
Zuane
T'inforchi Satanasso.
I Barnaba
E se la vera Cagione io ti dicessi del tuo danno ?
Zuane Lo so, la prora ho greve ed arrembata.
l6 LA GIOCONDA
Barnaba Baje !
ZuANE
E che dunque ?
Barnaba
(con mistero)
(T'avvicina. — O lasso!
(sottovoce)
Hai la barca stregata.
ZUANE (inorridito)
Vergine santa!
Barnaba
Una malia bieca Sta sul tuo capo. Osserva quella cieca...)
Coro
(accanto alla Scala dei Giganti)
Arsenalotti
Dadi e bambàra ! Cuccagne e corse!
Barnabotti
Giuochiamo a zara Le nostre borse !
Tutti
Tentiam la mobile Fortuna a gara. Giuochiamo a zara.
{alcuni estraggono dei dadi, molti si siedono sui gradini, e intavolano un giuoco di zara)
ATTO PRIMO 17
Barnaba
(continuando e sempre facendo fissare la Cieca a Zuàne)
(La vidi stamane gittar sul tuo legno Un segno maliardo, un magico segno.
Zuane Orror !
Barnaba
La tua barca sarà la tua bara. Sta in guardia fratello !)
Arsenalotti
Sei!
Barnabotti
Cinque! Arsenalotti
Tur vis eburnea... Mistica rosa...
Tutti La Cieca
(pregando)
Barnaba
(a Zuàne)
Tre!
Zara !
La vidi tre volte scagliar su tuoi remi Parole tremende - lugubri anatèmi.
Zuane e Isèpo
(Isèpo sarà mosso verso Barnaba e ascolterà curioso)
Gran Dio !
Barnaba
La tua barca sarà la tua bara.
iS LA GIOCONDA
Sta in guardia, fratello...
Arsenalotti
Sette! Barnabotti
Otto! Arsenalotti
Tutti
Tre!
Zara !
Turris Davidica Mater gloriosa...
La Cieca
(come sopra)
Barnaba
(come sopra)
Suo covo è un tugurio - laggiù alla Giudeca, Tien sempre quell'orrido zendado, ed è cieca... Ha vuote le occhiaie - ma pure (e chi il crede?!) La Cieca ci guarda! - la Cieca ci vede!
4 Marinai
(che si saranno aggiunti al gruppo)
Ci vede!
Isèpo Oh spavento !
3 Arsenalotti
(aggiunti anch'essi al gruppo)
Che avvenne ?
ZUANE
Oh maliarda!
ATTO PRIMO 19
4 Barnabotti Che avvenne ? che mormori ?...
Barnaba, Zuane, Isèpo
La Cieca ci guarda !
(il gruppo si fa sempre più numeroso)
Coro Addosso ! accoppiamola !
Isèpo
Coraggio... Zuane
(per avventarsi alla Cieca, poi retrocede)
Ho paura... Barnaba Badate, può cogliervi la sua jettatura.
Coro Al rogo 1' eretica !
Zuane
Davver, più F addocchio, Più i rai gli balenano.
Barnaba
(ridendo)
La Cieca ha il mal occhio.
Coro Ah ! ah ! qual facezia !
Zuane
(ad Isèpo che si sarà avvicinato pianamente alla Cieca, che gira sempre il rosario)
Che brontola? Isèpo
Prega.
20 LA GIOCONDA
I.a PARTE DEL CORO
Addosso alla strega !
2.a PARTE (si scagliano sulla Cieca)
Addosso alla strega!
Barnaba
(Già T aure s' annuvolano, Già i nembi s'accumulano. Ah ! ah ! greggie umana ! Scagliato ho il mio ciottolo, Or fuggo la frana!)
La Cieca
(afferrata dal popolo e trascinata in mezzo al palco)
Aiuto !
Coro Mandràgora !
La Cieca
Ah ! chi mi trascina ! Son cieca !
Donne
Vediamola salir la berlina!
Uomini
Ai piombi!
La Cieca
Soccorso! soccorso!
Donne
Ai marrani!
ATTO PRIMO 21
Uomini Ai pozzi !
Donne Fra Todero e Marco ! Barnaba
(ad una pattuglia di sgherri in disparte)
Sgherrani, Sia tratta nel carcere.
Uomini
Al rogo!
Donne
Alla pira! Tutti
(sghignazzando)
Ah ! ah !
La Cieca Santa Vergine !
Donne Martira !
Tutti
Martira !
Barnaba (Ho in man la mia vittima, ho in man due destini).
Tutti A morte la strega!
Gioconda
(rientrando e slanciandosi)
Mia madre! Enzo
(vestito da marinaio dalmato, rompendo la calca con uno scoppio d' ira)
Assassini!!
22 LA GIOCONDA
Assassini ! quel crin venerando Rispettate ! o eh' io snudo il mio brando. Contro un' egra rejetta dal sole Generosa è la vostra tenzoni Vituperio ! è cresciuta una prole Di codardi all' alato leon.
Coro
Iddio vuol ciò che il popolo vuole ; No, la strega non merta perdon.
La Cieca Ah ! su me si scatena I averno !
Gioconda Niun mi tolga all' amplesso materno ! !
La Cieca Figlia...
Coro A morte!
Enzo
(con impeto fa per togliere i ceppi alla Cieca, ma è impedito dal popolo)
Quel ceppo la strazia. Sciolta sia.
Coro
La vogliam giudicare. Spenta sia!
Enzo
(correndo all' ingresso della riva furiosamente ed esce)
Su, fratelli del mare ! Alla lotta!
Coro Al patibolo!
(intanto sull'alto della scala saranno apparsi Alvise e Laura, che avranno vista la Siena)
Laura
(dall'alto della scala, scendendo. Il lembo della sua veste sarà sostenuto da due paggi. Ha una maschera di velluto nero sul volto)
Grazia !
ATTO PRIMO
SCENA V.
La Cieca, Gioconda, Alvise, Laura, Barnaba Coro, poi Enzo.
Alvise
(alteramente e con gravità)
Ribellion ! che ? la plebe or qui s' arroga Fra le ducali mure I dritti della toga E della scure?
(movimento di rispetto nella folla)
Parla, o captival
Perchè stai china là fra quelle squadre ?
Coro È una strega!
Gioconda È mia madre ! Laura
(la Cieca alza la testa)
È cieca! o mio signor! fa ch'essa viva! Alvise
(freddamente a Barnaba)
Barnaba ! è rea costei ?
Barnaba
(assai sottovoce all'orecchio di Alvise)
Di malefizio.
24 LA GIOCONDA
Gioconda
(a Barnaba)
T'ho udito!... menti!
Alvise Sia tratta al giudizio. Gioconda
(gettasi ai piedi di Alvise)
Pietà... ch'io parli attendete... ora infrango
Il gel che m'impietrava... e sgorga l'onda
Del cor... Costei della mia infanzia bionda
L'angelo fu... Sempre ho sorriso... or piango.
Mi chiaman... la Gioconda.
Viviam cantando ed io
Canto a chi vuol le mie liete canzoni,
Ed essa canta a Dio
Le sue sante orazioni...
Enzo
(che sarà ritornato da qualche tempo seguito dai marinai dalmati)
Salviamo l'innocente.
Laura
(scorgendo Enzo)
(Qual volto!)
Gioconda
(alzandosi e trattenendo Enzo)
Ah ! no ! ti ferma ! Quel possente La salverà !
Barnaba
(osservando Laura, poi Enzo)
(Come lo guarda fiso !) Laura
(ad Alvise in disparte)
)) (Concedi, o mio signor, se non ti duole, » Ch'io mi levi la maschera dal viso.
ATTO PRIMO 2 5
Alvise
» No, madonna, nemmen Y occhio del sole )) Non dee mirarti.)
Gioconda
Dalle tue parole La vita attendo.
Barnaba
(ad Alvise nell' orecchio)
(È una strega, il nefario Suo silenzio tei dica.)
Laura
•Essa ha un rosario ! No, T inferno non è con quella pia.
Enzo
(Qual voce!)
Barnaba
Muoja!
Laura
(ad Alvise supplichevole)
La salva ! !
Alvise E salva sia.
Barnaba (Furore ! !)
Gioconda Gioia ! !
26 LA GIOCONDA
La Cieca
(liberata da Laura che l'allontana dagli sgherri)
Voce di donna o d' angelo Le mie catene ha sciolto; Mi vietan le mie tenebre Di quella santa il volto, Pure da me non partasi Senza un pietoso don :
(si toglie il rosario dalla cintola)
A te questo rosario Che le preghiere aduna. Io te lo porgo, accettalo, Ti porterà fortuna ; Sulla tua lesta vigili La mia benedizion.
Alvise
(a Barnaba rapidamente mentre canta la Cieca)
(Barnaba !
Barnaba Mio padron.
Alvise
Facesti buona caccia Quest' oggi ?
Barnaba
Sulla traccia Cammino d' un leon.)
Laura ed Enzo
Ascolti il detto pio L' onnipossente Iddio !
Gioconda
O madre mia, ti guarda Un angelo fedel.
ATTO PRIMO 1J
Coro
Protegge la vegliarda Visibilmente il ciel!
(Laura s'avvicina alla Cieca e prende il rosario, la Cieca le stende le mani come per bene- dire, Laura fa per inginocchiarsi, Alvise vede e afferra il braccio di Laura, sforzandola a rialzarsi)
Alvise
(a Laura)
Che fai? vaneggi?
(a Gioconda)
Bella cantatrice, Quest' oro a te.
Gioconda
(raccoglie e s'inchina)
Sia grazia a voi, Messere.
(a Laura)
Acciò eh' io l'abbia nelle mie preghiere Dimmi il tuo nome, o ignota salvatrice.
Laura
(guardando Enzo)
Enzo
(colpito)
Alvise
(a Laura assorta)
Laura.
(È dessa !)
Ti scuoti! al tempio andiamo! Gioconda Madre ! — Enzo adorato ! Ah ! come t' amo !
(Tutti si dirigono al tempio. Alvise e Laura primi, i due paggi dopo, indi tutto il Coro, e Gioconda fra la madre ed Enzo. Giunto alla porta della chiesa Enzo' s'arresta e rimane indietro assorto profondamente, ne' suoi pensieri. Barnaba lo sta fissando. La scena si vuota)
28 LA GIOCONDA
SCENA VI.
Enzo e Barnaba.
Barnaba
(avvicinandosi ad Enzo)
Enzo Grimaldo, Principe di Santafior, che pensi ?
Enzo
(Scoperto son.)
Barnaba
Qual magico stupor t'invade i sensi? Pensi a Madonna Laura d'Alvise Badoèro.
Enzo
(scosso)
Chi sei ?
Barnaba
So tutto: e penetro in fondo al tuo pensiero. Avesti culla in Genova...
Enzo
Prence non son, sui flutti Guido un vascel, son dalmato: Enzo Giordan...
' Barnaba
Per tutti Ma non per me. Venezia t'ha proscritto, ma un forte Disio qui ancor ti trasse ad affrontar la morte. Amasti un di una vergine - là, sul tuo mar beato, A estranio imene vittima - la condannava il fato.
ATTO PRIMO 29
Enzo Giurai fede a Gioconda.
Barnaba
(sorridendo)
«
La cantatrice errante Ami come sorella, ma Laura come amante. Già disperavi in terra di riveder quel volto E l'amor di Gioconda, hai per pietà raccolto, Ed or sotto la maschera l'angelo tuo t'apparve... Ti riconobbe...
Enzo
(Oh giubilo !)
Barnaba
L'amor passa le larve. Sulla sua sposa vigila con cuor geloso, il tetro Inquisitor, nell'aurea prigione io sol penetro, E spesso fra le lagrime io la sorpresi, e muto Lo sguardo suo mestissimo, al ciel chiedeva aiuto. Badoér questa notte - veglia al dogale ostello Col gran Consiglio. Laura sarà sul tuo vascello.
Enzo
Dio di pietà !
Barnaba
Le angoscie dell' amor tuo soccorro.
Enzo
Ma alfin chi sei ? mio lugubre benefattor ?
Barnaba
T' abborro.
{ pre il suo mantello e la giubba e mostra sul giustacuore ad Enzo queste lettere in argento C. X.)
30 LA GIOCONDA
Sono il possente dèmone del Consiglio dei Dieci. Leggi.
Enzo
Infamia.
Barnaba
Al supplizio trarti potea, noi feci. Gioconda amo, essa m'cdia... giurai schiantarle il cor. Enzo morto era poco - ti volli traditor.
Enzo
O sàtana furente lordo di sangue e fiel,
Coli' ira tua demente tu m' hai scagliato in ciel.
Barnaba
Va : corri al tuo desio : spiega le vele in mar, Tutto il trionfo mio negli occhi tuoi m'appar. Ebbene ?
Enzo
A notte bruna sul brigantino aspetto Laura.
Barnaba
(inchinandosi e sogghignando)
Buona fortuna !
Enzo
(sul limitare della scena)
E tu sia maledetto !
(esce).
ATTO PRIMO
SCENA VII.
Barnaba , poscia Isèpo indi per un istante La Gioconda e La Cieca.
Barnaba
Maledici? Sta ben... l'amor t' accieca. Compiamo 1' opra bi'eca, L' idolo di Gioconda sia distrutto. S'annienti tutto.
(va nel fondo, apre una porta accanto alle prigioni)
Isèpo !
Isèpo
(escendo)
Padron Barnaba...
Barnaba
Scrivano, U anima m' hai venduto e la cotenna Fin che tu vivi ;
(lo conduce al banco)
Io son la mano E tu la penna. Scrivi.
(dettando)
Al Capo occulto delV Inquisizione.
(Isèpo scrive. Intanto alla porta del tempio appariscono Gioconda e la Cieca)
Gioconda (Ti nascondi, e* è Barnaba).
(alla madre ritraendola e sta spiando nascosta dal pilastro)
Barnaba La tua sposa, con Enzo il marinar
LA GIOCONDA
Gioconda
(O ciel !)
Barnaba
Sta notte in mar Ti fuggirà sul brigantino dalmata.
Gioconda Ah!
(disperatamente e scompare in chiesa)
Barnaba
Più sotto : La bocca del Leone. Qua, porgi, taci, vanne.
(prende il foglio, Isèpo esce)
SCENA Vili.
Barnaba solo.
(col piego in mano contemplando la scena)
O monumento! Regia e bolgia dogale! Atro portento! Gloria di 'questa e delle età future ; Ergi fra due torture Il porfido cruento.
Tua base i pozzi, tuo fastigio i piombi. Sulla tua fronte il volo dei palombi, I marmi e 1' or.
Gioia tu alterni e orror con vece occulta, Quivi un popolo esulta, Quivi un popolo muor. Là il Doge, un muto scheletro Coli' acidaro in testa, Sovr' esso il gran Consiglio, La Signoria funesta ; Sovra la Signoria Più possente di tutti un re : la spia.
ATTO PRIMO 33
O monumento ! Apri le tue làtèbre,
(vicino alla bocca del leone)
Spalanca la tua fauce di tenèbre,
S' anco il sangue giungesse a soffocarla !
Io son T orecchio e tu la bocca : Parla.
(getta il piego nella bocca del leone ed esce)
SCENA IX.
La Gioconda sola, poscia il Doge, i Pregadi, i Senatori, i Cavalieri, i Procuratori, Caudatari, Araldi, ecc. Popolo.
(esce dalla chiesa ed esplora cupamente la scena)
Il delator sparì... ma la parola
Ch' ei disse... è fitta... qui... nel mio pensiero.
Ah ! riafferrar vorrei queir uomo nero
E ghermirlo alla gola,
E fargli confessar che non è vero
Ciò eh' ei parlò, che da me non s'invola
L' idolo mio.
Pietà! mio Dio !...
O cuor! dono funesto;
Retaggio di dolor!
Il mio destino è questo :
O morte, o amor!
(s'allontana) Si spalancano le porte della chiesa, l'organo s' ode più sonoro. Sfila il corteggio dogale. Sale la scala dei Giganti e si distribuisce in bell'ordine sulla loggia di fronte. — Primo squilla di tromba.
Tutti Evviva la Repubblica !
(secondo squillo)
La lieta fanfara Due volte suonò.
Coro
(terzo squillo)
I tre Araldi
È aperta la gara. Guadagni chi può !
Tutti
34
LA GIOCONDA
LA CUCCAGNA.
Una gran massa di Popolo, di Mozzi e di Marinai assaltano il palo della Cuccagna. Tumulto. Altri stanno a guarda: e.
Coro
Cuccagna ! Cuccagna ! Dal Molo a Rialto Correte all' assalto Dei dobli di Genova, Dell' oro di Spagna! Cuccagna ! Cuccagna !
Cuccagna! Cuccagna! S' innalza e s' avvoltola La viva montagna Di teste e calcagna. Arrampica ! Arrampica ! Più alto! Più alto! Vediam chi guadagna. Un salto - di più, Su, su, su, su, su, su ! ! Cuccagna ! Cuccagna !
(intanto dalla loggia del fondo i Cavalieri gettano alla plebe monete e la plebe si scaglia schiaccia per raccoglierle)
Cuccagna ! Cuccagna !
Donne
(sotto la loggia)
Zecchini !
Zecchini !
Gigliati !
Fiorini !
Uomini
(idem)
Donne
(e. s.)
Uomini
ATTO PRIMO
Tutti
Giù scudi ! giù talleri Di Francia e Allemagna !
I Cavalieri
La plebe grifagna Scoperto ha il Perù !
Donne
Giù!
Giù!
Giù!
Giù!
(e. s.)
Uomini
(e. s.)
Donne Uomini Donne
Giù! Cuccagna ! Cuccagna !
Uomini Giù!
Donne Giù!
Tutti
(intorno alla cuccagna)
Su, su, su !
(cala la tela in mezzo ad un formidabile tumulto di gioia).
ATTO SECONDO
ATTO SECONDO
Il Rosario.
Notte. - Un brigantino visto da tribordo. - Sul davanti una riva deserta d'isola inabitata nella laguna di Fusìna. Nell'estremo fondo il cielo in qualche parte stellato, e la laguna ; a destra la luna tramonta dietro una nube. Sul davanti un altarino della Vergine con una lampada rossa accesa. — HECATE , il nome del brigantino, sta scritto a prua. Alcune lanterne sul ponte.
All'alzarsi della tela alcuni Marinai sono seduti sulla tolda, altri in piedi aggruppati; tutti hanno un portavoce in mano ; molti Mozzi sono arrampicati, o seduti, o sospesi alle sartie degli alberi e stanno cantando una marinaresca.
SCENA PRIMA.
MA RINA R E S C A. Primi Marinai
(a dèstra sul ponte, cantando attraverso il portavoce)
A! He! Ha! He! Fissa il timone !
Secondi Marinai
(a sinistra col portavoce)
Fissa ! Ha! He! Ha! He! Issa artimone!
Primi Marinai Issa! La ciurma ov' è ?
Primi e Secondi Marinai
Ha ! He ! Ha ! He !
40 LA GIOCONDA
Mozzi
(ragazzi sulle antenne)
Siam qui sui culmini, Siam sulla borda, Siam sulle tremule Scale di corda. Guardate gli agili Mozzi saltar ; Noi gli scoiattoli Siamo del mar.
Marinai
(sotto la tolda, nel cassero)
Siam nel fondo più profondo Della nave, della cala, Dove il vento furibondo Spreca i fischi e infrange V ala. Siam nel fondo più profondo Della nave, della cala.
Primi Marinai
(sul ponte)
Ha! Ho! Ha! Ho! Vele a babordo!
Secondi Marinai
Issa! Ha! Ho! Ha! Ho! Remi a tribordo !
Primi Marinai
Issa ! Il ciel tuonò ! Ha! Ho! Ha! Ho!
Mozzi
(sulle antenne)
In mezzo ai fulmini Della tempesta, Noi fra le nuvole Tuffiam la testa. Come sugli alberi D' una foresta, Osiam le pendule Sartie scalar. Noi gli scoiattoli Siamo del mar.
ATTO SECONDO 41
Marinai
(sotto il ponte)
Sotto prora, sotto poppa È una placida dimora, Qui vuotiam l'ardente coppa Del tiquor che inganna Fora. Sotto poppa, sotto prora.
Mozzi
(sulle antenne)
Il mar mugghiante, Il ciel furente, Greco a Levante, Bora a Ponente, Sci'oni e turbini Sappiam sfidar. Noi gli scoiattoli Siamo del mar!
Una voce sola
(di dentro)
Pescator, affonda l'esca, E sia Tonda a te fedel, Lieta sera e buona pesca Ti promette il mare e il ciel.
SCENA IL
Coro, Barnaba, Isèpo. Barnaba è vestito da pescatore con una rete in mano.
Il Pilota Chi va là ?
Barnaba
La canzon ve lo dicea : Un pescator che attende la marea,
42 LA GIOCONDA
Ho la barca laggiù nell' acqua bassa.
È tempora domani, e si digiuna, Per mia fortuna ;
La mensa magra il pescatore ingrassa.
Marinai
(ridendo)
Ah ! ah !
Barnaba
(ad Isèpo)
(Siam salvi! Han riso. Sono ottanta Fra marinari e mozzi. Han tre decine Di remi e nulla più ; due colubrine Di piccolo calibro. Or va, con quanta Lena ti resta, e disponi le scolte Colà dove le macchie son più folte. Io qui rimango a far l'ufficio mio. Vanne con Dio.)
(Isèpo esce)
Barnaba
Pescator, affonda l'esca E sia l'onda a te fedel, Lieta sera e buona pesca Ti promette il mare e il ciel. Va, tranquilla cantilena, Per l'azzurra immensità ; Questa notte una sirena Nella rete cascherà.
Coro
t
(ridendo)
Ah ! ah ! ah ! ah ! Questa notte una sirena Nella rete cascherà.
Barnaba
(fra se)
(Spia coi fulminei Tuoi sguardi accorti, E fra le tenebre Conta i tuoi morti.
ATTO SECONDO
43
SI, da quest' isola
Deserta e bruna
Or deve sorgere
La tua fortuna.
Sta in guardia! e il rapido
Sospetto svia,
E ridi e vigila
E canta e spia).
(ripigliando la canzone)
Pescator, propizio è il vento, Tenta il mare, o pescator, Là, fra l'alighe e l'argento, Guizzai! pinne d'ambra e d'or. Brilla Venere serena In un ciel di voluttà. Una fulgida sirena Nella rete cascherà.
Coro
(ripete)
Ah! ah! ah! ah! Una fulgida sirena Nella rete cascherà.
(Barnaba esce all'entrare di Enzo)
SCENA III.
Enzo, Marinai e Mozzi. Il Nostromo, Il Mastro delle vele, il Pilota.
Enzo
(esce da sotto-coperta con una lanterna in mano, avanzandosi gaiamente) (alla ciurma)
Sia gloria ai canti Dei naviganti ! Questa notte si salpa !
Marinai Evviva il nostro
44 LA GIOCONDA
Principe e capitan!
Enzo
(esplorando il cielo)
Soffia grecale, Vento buono per noi... nella carena
(al Nostromo)
Tu, Nostromo, raccogli la gomena. Tu, Mastro delle vele, affiggi al rostro Del brigantino il dalmato segnale Che ci protesse in molte aspre fortune, E al maggior pino inalbera il fanale.
(ai Mozzi)
Voi siate pronti a distaccar la fune D'amarra a un cenno mio. - Quest'erme dune » Più non vedremo all' ora mattutina. » Nocchier, l'abbrivio è verso Pelestrina.
(alcuni uomini della ciurma eseguiscono gli ordini di Enzo ; mentre gli altri ricantano la Marinaresca)
Enzo
(a tutti)
Ed or scendete a riposarvi. Io vigilo Solo sul ponte le inimiche flotte.
(guarda le stelle)
È tardi.
La Ciurma Buona guardia.
Enzo Buona notte.
(la ciurma scende sotto il ponte. Intanto il Mastro delle vele alza con una corda il fanale sull' albero maestro, poi scende anch' esso)
ATTO SECONDO 45
SCENA IV.
Enzo solo.
(guardando il mare)
Cielo e mar ! - P etereo velo Splende come un santo altare. L'angiol mio verrà dal cielo ? ! L'angiol mio verrà dal mare ? ! Qui l'attendo ; ardente spira Oggi il vento dell'amor. Quel mortai che vi sospira Vi conquide o sogni d'or!
Cielo e mar ! - per l'aura fonda Non appar ne suol né monte. L'orizzonte bacia V onda , L'onda bacia V orizzonte ! Qui nell'ombra ov' io mi giacio Coli' anelito del cor, Vieni, o donna, vieni al bacio Della vita incantator.
(fissando il mare)
Ah ! chi è Jà ? non è uno spetro Del pensier ! quella è una barca. Odo già de' remi il metro, Verso me volando varca...
La voce di Barnaba
(dietro il brigantino)
Capitano ! a bordo !
Enzo
(sclamando verso la direzione della voce di Barnaba"*
Avanti ! ! (Dio ! sostieni ancor la piena Della gioia !) O naviganti, Costeggiate la carena !
46 LA GIOCONDA
(prende una fune e la getta al di là della sponda)
Qua la fune... aggrappa... annoda Le tue mani... un passo ancor... Non cadere! approda! approda!...
SCENA V.
Enzo , Laura.
Laura
(nelle braccia di Enzo)
Enzo !
Enzo Laura! Amore! Amor!
La voce di Barnaba
(sinistramente, allontanandosi)
Buona fortuna !
Laura Enzo, fuggiam!
Enzo
Tu tremi ! M' ami ancor ?
Laura
Ah! fuggiam... le vele... i remi. Udisti or quella voce ?
Enzo
Sì, dell' uom che ci aperse il paradiso.
Laura
Temo quell' uom feroce,
Or sorridea d' un infernal sorriso ;
Nella fuga il seguii, tant' era il forte
Desio di te, ch'io mi gettai smarrita
Nelle tue braccia, o in quelle della morte !
ATTO SECONDO 47
Enzo M' ami ancor ?
Laura
(sempre più atterrita)
Pria fuggiam, poi l'infinita Estasi gusterem tutta la vita...
Enzo
(con appassionata violenza)
No! pria dimmi che m'ami, e poi fuggiamo!
Laura Sempre t' amai ! t' amerò sempre !
a 2
Ah ! t' amo !
(lungo silenzio, lungo amplesso)
Enzo
Ti risovvien d' un vespero Della natia riviera ?
Laura
(continuando il pensiero di Enzo)
Bianca pendea nell' etere La perla della sera, Quando una nube bruna...
Enzo Venne a oscurar la luna...
Laura E mi baciasti il crin.
Enzo
LI cominciò la languida Febbre d'amor, e...
Laura
(interrompendolo soavemente)
Taci, Anch' io rammento, e l'estasi LI cominciò dei baci !
4-3 LA GIOCONDA
Enzo
O sogni !
Laura
O incanti !
Enzo
O glorie !
Laura
O vaghe rimembranze!
Enzo
Oh come alle memorie Somiglian le speranze ! Diman migranti a lato Vedrem 1' aurora uscir !
Laura Tramonti del passato !
Enzo Albe dell'avvenir !
Poscia ch'io ti perdei, quattr'anni intieri Celando nome, vita, orme, pensieri, Qui ti cercai... ma invan... che tutta spenta Era la speme... e languidita e lenta Vita traevo, come d' un uom che muore, Pietà rendendo a chi m' offriva amore. Ma ieri t'ho scontrata...
Laura
Ed il cuor mio Ti ravvisò nel marinar...
Enzo
Ed io Ti riconobbi al suon della parola.
ATTO SECONDO 49
Laura Enzo adorato !
Enzo
(abbracciandola)
Angelo !
Laura
» Il tempo vola, » Sul capo degli amanti, all'erta! all'erta!
Enzo
» Siam sul lido d' un' isola deserta,
» Senz' ombra di viventi. Ah non tremare !
» Vedi laggiù com' è sereno il mare.
» Quello è il talamo nostro, azzurro ! immenso
» Siccome il nostro amor!
Laura
» Un caldo incenso » Vaporan l'onde... » tramonta la luna.
Enzo
Quando sarà corcata, all' aura bruna Noi salperem ; cogli occhi al firmamento, Coi baci in fronte e colle vele al vento !
(la luna bassa si svolve dalle nuvole, il suo disco s'asconderà dietro il vascello)
a 2
Laggiù nelle nebbie remote, Laggiù nelle tenebre ignote, Sta il segno del nostro cammin. Nell'onde, nell'ombre, nei venti, Fidenti, ridenti, fuggenti, Gittiamo la vita e il destin.
La luna discende, discende Ricinta di roride bende, Siccome una sposa all'aitar. E asconde - la spenta - parvenza Nell'onde; - con lenta - cadenza, La luna è discesa nel mar !
50 LA GIOCONDA
Enzo
(staccandosi)
E il tuo nocchiere
Or la fuga t' appresta. - O amata donna,
Tu qui resta.
(scende sotto il ponte)
SCENA VI.
Laura sola, poi Gioconda.
Laura
Ho il cuor pieno di preghiere. Quel lume! Ah! una Madonna!
(si getta ai piedi dell'altare orando con passione ; mentre ch'essa prega, Gioconda mascher:;t i escirà da un nascondiglio sotto prora, e s'avanzerà lenta)
Stella del marinar ! Vergine Santa, Tu mi difendi in quest' ora suprema, Tu vedi quanta passione e quanta Fede mi trasse a tale audacia estrema ! Sotto il tuo velo che i prostrati ammanta Ricovera costei che prega e trema, Scenda per questa fervida orazion Sul capo mio, Madonna del perdon, Una benedizion...
Ah! chi sei?
SCENA VII.
Gioconda e Laura.
Gioconda
E un anatèma !
Laura
(inorridita alzandosi)
Gioconda
Chi son tu chiami ? Sono un'ombra che ti aspetta!
ATTO SECONDO gì
Il mio nome è la Vendetta. Amo l'uomo che tu ami.
Laura
Ciel!
Gioconda
(accennando a prora)
Là attesi e il tempo colsi Come belva nella tana, Ah! la forza sovrumana Del furor m'invade i polsi! Vuoi fuggir? D'amor ti struggi? Vuoi fuggir! lieta rivale?... Sì, V antenna e il governale Pronti son, sta ben, va, fuggi !
(ergendosi terribile)
Laura
Furia orrenda!
Gioconda
Ah ! mi paventi ! Ed ardisci amar d'amore Quell' eroe ?
Laura
Sfido il tuo core, O rivai!
Gioconda
Bestemmi!
Laura
Menti !
U amo come il fulgor del creato ! Come l' aura che avviva il respir ! Come il sogno celeste e beato Da cui venne il mio primo sospir.
52 LA GIOCONDA
Gioconda
Ed io T amo siccome il leone Ama il sangue, ed il turbine il voi E la folgor le vette, e j! alcione Le voragini, e l'aquila il sol!
Laura
Pel suo bacio soave disfido Della pallida morte P orror !
Gioconda
Pel suo bacio soave t' uccido,
(ghermendo un pugnale)
Son più forte, più forte è il mio amor !
(afferrandola)
Il mio braccio t' afferra!
Vien eh' io ti scorga in viso ! a terra ! a terra !
Presso a quel lume... o i lagrimosi rai...
Or più scampo non hai!
Questo pugnale...
Ma no... tu avrai per sorte
Un fulmin più fatale...
In quella barca bruna...
Laura O ciel!
Gioconda Là, è il tuo consorte.
Laura Perduta io son!
Gioconda
(con accento funereo d'ironia)
La morte Voga sulla laguna !
Laura
(tentando svincolarsi)
Dalla tua man gagliarda Ch'io sfugga per pietà.
ATTO SECONDO 53
Guarda!
Mi lascia!
Gioconda
Laura Gioconda
Guarda! Vicin la barca è già. E voga... e fende Tonda Con foga furibonda.
Laura
Donna, per quelle viscere D'amor che in sen tu porti, Pel tuo Signor ! per l'anima De' tuoi poveri morti... Lascia eh' io fugga, ascondimi Al fulmine fatai, O qui tu stessa piantami Nel petto il tuo pugnai.
Gioconda
No, tremebonda e supplice Vo' che quell'uom ti veda, Tu sei la nostra vittima, Tu sei la nostra preda. Invan tu invochi, o misera, Pietà dalla rivai.
Laura
(disperata)
Chi salva quest' affranta !
Gioconda È pieno T anatèma !
Laura
(quasi cadendo davanti alla madonna che sta sul pilone della riva)
Stella del marinar. Vergine santa, Tu mi difendi in quesf ora suprema...
54 LA GIOCONDA
Gioconda
Eccolo ! ormai né un nume né un santuario Salvar ti può.
Laura
(alzando il rosario)
M'aita !
Gioconda
Ah ! quel rosario !
(stacca la sua maschera e la pone sul volto a Laura)
Presto... a te... questa maschera t' asconda.
Laura Sei tu ! ! Gioconda ! !...
SCENA Vili.
Alvise , Gioconda , Laura.
* 3
Silenzio e tenebre ! Terror dr tomba! Tre spettri immobili Stanno a guardar. Par che la livida Vendetta incomba. La folgor piomba E Morte appar! E un canto romba Dall' ime latebre Del fosco mar !
Marinai
(sotto il ponte)
Sotto prora - sotto poppa È una placida dimora, Chi lavora e chi rintoppa Sotto poppa... sotto prora.
ATTO SECONDO 55
Alvise
(con ironia, avvicinandosi a Laura)
Una leggiadra maschera così nel mar perduta ?
È strano in ver, palesati - perchè, perchè stai muta ?
Parla, quel tuo mistero - cessi, ti vo' mirar...
O quel velame nero - io ti saprò strappar.
(s'avvicina per strappare la maschera a Laura)
Gioconda
(interponendosi)
Un gentiluomo veneto - insulterà una dama
Qui dove sacra e libera - la maschera si chiama ?
Il passo temerario - o cavaliero arresta !
Alvise
Sia pur... sacra è la maschera, è ver, ma non la testa. (Giuro al ciel di scoprire quel volto !)
Gioconda (Madre ! orrendo m' imponi martir !)
Laura
(con disperazione)
(Giusto Iddio ! da quell'uom che m' ha colto Fa eh' io possa salvarmi e fuggir !)
Gioconda (Fuggi... fuggi... è già presta la barca!)
Laura (Dio t'aiuti, o pietosa rivai l)
Alvise
(È la nube di fulmini carca, Scoppierà la saetta mortai !)
56 LA GIOCONDA
Laura
(Enzo mio, t'ho perduto in eterno!
Alvise
(Ira! dubbio! sospetto crudeli)
Gioconda
(Oh supplizio ! ho nel cuore l'averno E cammino sull'orme del ciel !)
Barnaba
(dalla riva) ,
(Padron...
Alvise Che?
Barnaba
Presto all'opra. La ciurma è sotto il ponte Col bandito Grimaldo.
Alvise
Le mie galee son pronte ? Barnaba
Sì.)
Gioconda
(avrà approfittato del dialogo di Alvise e Barnaba per condurre Laura cautamente verso il brigantino)
(Vien ; t' è quel rosario benedizione e schermo. Laura
(a bassa voce)
Che fai ?
Gioconda Ti salvo. Amici, staccate un palischermo.
(appariscono sul ponte due marinai)
ATTO SECONDO . 57
Obbedirete agi' ordini di costei.) Alvise
(sempre presso la barca parlando a Barnaba concitatamente)
Vieni a terra,
(Barnaba viene a terra)
A te la tromba - intuona la fanfara di guerra. Va a quell'estuario, dove sta la squadra raccolta.
(si stacca una tromba d'avorio dal petto e la consegna a Barnaba. Intanto Laura e i Marinai saranno scomparsi dietro il brigantino. Barnaba esce. Subito dopo Alvise si volge, cerca collo sguardo Laura e non la scorge ; sale sul brigantino con passo concitato, e sta dietro a Gioconda mentr' essa dice :)
Gioconda (Misera rne! essa fugge! io l'ho salvata!) Alvise
(dietro a Gioconda)
Stolta ! Tu l'hai perduta! Il mare è mio!... Nocchieri!
(scende dal brigantino e va sulla sua barca)
All'erta! mano ai remi e salde braccia. Raggiungiam quella barca, a caccia ! a caccia !
(si vede passare la barca di Laura) (a Gioconda)
O cantatrice, amica dei misteri,
Che riconoscer parmi,
Doman Cà d' Oro è in festa, ivi a cantare
(ironicamente, allontanandosi)
T invito.
Gioconda Ivi m'aspetta.
(Alvise è scomparso)
Voci lontane
(dopo uno squillo di tromba)
All' armi ! all'armi !
$8 • LA GIOCONDA
SCENA IX.
Gioconda, Enzo salito sul ponte, lo segue tutta la ciurma.
r
Enzo Laura !
Gioconda
(avanzandosi verso Enzo fieramente)
Gioconda !
Enzo O ciel ! che avvenne ?
Gioconda
In mare. Guarda quel legno. Laura è là, inseguita Dal suo fiero consorte.
Enzo Barnaba mi tradì !
Gioconda
(con gioia feroce)
Là è la tua vita ! Là è la tua morte!
(un colpo di cannone e fanfare guerresche)
Enzo
Maledizione !
Assaliti noi siam ! Tuona il cannone !
Voci lontane
Assalto all' Hècate ! All'arrembaggio !
ATTO SECONDO 59
Venezia !
Voci più lontane
La Ciurma del Brigantino
(sul ponte e sulle sartie)
Genova ! Al salvataggio!
Enzo
(alla ciurma dalla prora, illuminato di tanto in tanto dai lampi dal cassone)
Son cinque navi ; è vana ogni difesa.
Appiccate V incendio, arda il naviglio:
S' accetti ogni periglio,
Ma non la resa.
Al nemico darem cenere e brage !
Incendio !
Tutti Incendio ! guerra ! morte ! strage !
(movimento di Marinai che corrono ad incendiare il vascello. - Un colpo di cannone spezza 1' albero di prora che cade. Enzo, Gioconda e tutta la ciurma s' aggruppano eroicamente intorno all'albero maestro. Intanto si vedrà avanzarsi dal fondo di sinistra una galera vene- ziana. I Marinai del brigantino, armati di archibugi, fanno fuoco sulla galera. Cade la tela.)
ATTO TERZO
ATTO TERZO
Cà d'Oro.
.Sontuosissima sala nella Cà d'Oro, splendidamente parata a festa. Ampio portone nel fondo a sinistra, un consimile a destra, ma questo tutto chiuso da una drapperia. Presso il pro- scenio si vedrà una colossale ed antichissima armatura. Una terza porta nella parete a sinistra.
SCENA PRIMA.
Alvise seduto al tavolo. Il Priore dei frati entra dalla porta segreta Il Paggio entra dall'ingresso di sinistra ; s' inchinano davanti ad Alvise
Alvise
(parlando ora al Paggio ed ora al Priore)
Q/0j^MhL,EGRO paggio, venerando frate; K^^^Opra opposta, d'opposto ministero Da voi richiedo.
(il Priore fa un cenno come per parlare)
Non interrogate Alvise Badoero! Fra un'ora in questa Sala fulgente e in quell'aula ferale,
(al Paggio)
Da te chiedo una festa
(al Priore)
E da te un funerale.
64 LA GIOCONDA
Oggi a Cà d'Oro c'è qualcun che muore, Oggi a Cà d'Oro si lava un oltraggio. Udite, venerabile priore, Allegro paggio :
(al Priore)
Colla stola e colla croce Là starai nell'aula nera, Mormorando a bassa voce Dei defunti la preghiera.
(al Paggio)
E tu dell' ilari follie maestro, Qui fra le fervide carole e l'or, Darai l'amabile scintilla all'estro Bizzarro e facile che allegra il cor.
(al Priore)
Col turibolo e l'acerra Sfileranno i cordiglieri, Giacerà la salma in terra Nell'avel dei Badoeri,
(al Paggio)
Mentre in fuggevoli nembi leggieri Vedrem le fulgide coppie danzar. E sotto il vivido sol dei doppieri Udrem frenetica l'orgia esultar.
(conducendo il Priore verso la porta segreta)
Là, prior, m'attendi ; il resto È un segreto mio fatale.
(congeda il Paggio con un gesto. Paggio e Priore s' inchinano profondamente ed escono, il Paggio dal fondo)
SCENA II.
Alvise solo.
(con uno scoppio di gioia e di furore)
O Venezia accorri! è questo Il tuo gaio carnevale ! ! ! !
ATTO TERZO 65
SCENA III.
Alvise e Barnaba dal fondo a sinistra.
Alvise Barnaba, ebben ? Enzo Grimaldo ?
Barnaba
Sparve.
Alvise L'infame!
Barnaba
Fra l'incendio Del suo vascel, m'apparve Per un istante e poi lo avvolse il fumo. Cento scherani del più fiero conio Corser la spiaggia e il mar. - Più non m'assumo Di rintracciarlo ; lo cela il demonio.
Alvise E il tuo pensier qual'è ?
Barnaba
Ch'ei sia perito Nelle fiamme o nell'onde.
Alvise
Al mio convito Tu rimarrai, per rallegrar la festa. Or va...
Barnaba
(salutando ed allontanandosi)
Messer...
Alvise Ma nel palagio resta.
(Barnaba fa un altro inchino ed esce. Alvise rimane pensieroso per brevi istanti poi va alla porta della parete di sinistra, apre e chiama :)
66 LA GIOCONDA
SCENA IV.
Alvise , Laura indi Gioconda.
Alvise Laura!
(Laura esce. Alvise la prende pel braccio e la conduce davanti all'armatura)
Quella panoplia È la corteccia fiera Del ceppo mio, sta un'anima Dietro la sua visiera! Vedi ! attraverso i lividi Forami essa ti guarda, E pensa già che tarda Del tuo castigo il dì. L' onor di nove secoli Temprò quell'armadura Terror delle battaglie, Erta, inconcussa e pura ! Tu la macchiasti, o adultera, Scampo non hai ! col ferro Del guanto suo t'afferro E ti condanno qui.
(la atterra violentemente, Laura getta un grido)
Preparati a morir. - Un confessore Ivi t'attende.
Laura
(rialzandosi fieramente)
Iddio mi legge in cuore, Non ho rimorsi. Disfido il mio fato. Or ti dirò, feroce inquisitore, Quando ho peccato! -
Io peccai quando vittima ignara M' astringesti ad un voto bugiardo ! Fui sacrilega allor che sull'ara Giurai fede al tuo bacio beffardo !
ATTO TERZO 6/
Fui dannata quel di che ti vidi Mercatare il mio nome e il mio cor! Vien ! mi sbrana ! mi strazia ! m'uccidi ! ! Ma ho gustato una notte d'amor ! ! !
Alvise
Contumelia di donna morente
Al mio grave pensier non arriva ;
Già di faci il palagio è fulgente,
Qui ci attende una notte giuliva.
Al festino fantastico e lieto
La mia pallida sposa verrà ;
Se l'oltraggio d'amor fu segreto,
La vendetta palese sarà.
E già che ai nuovi imeni
L'anima tua sospira, o indocil sposa,
Ten vieni e mira.
(la trascina verso la porta coperta)
Laura Ove m'adduci?
Alvise
(con forza sollevando una drapperia, apparisce un catafalco illuminato da ceri)
Vieni ! Questo è il talamo tuo !
Laura
(inorridita)
Ah ! orribil cosa ! ! Serenata interna
(sulla laguna)
Ten va, serenata, Per l'aura serena, Ten va, cantilena, Per l'onda incantata. Udite le blande Canzoni vagar, Il remo ci scande Gli accordi sul mar.
(entra Gioconda e s'appiatta dietro la colonna del proscenio. La serenata cessa per un momento
68
LA GIOCONDA
Alvise
(estraendo una fiala)
Prendi questo velen ; e già che forte
Tanto mi sembri ne' tuoi detti audaci,
Con quelle labbra che succhiaro i baci,
Suggi la morte.
;)La tua condanna confido a te stessa ;
»Non far che mal securo
«Voler t' arresti la mano perplessa,
»Non far che il mio pugnale ti percota
»E insozzi i lari del tuo sangue impuro.
Scampo non hai,
Odi questa canzon ? Morir dovrai
Pria eli essa giunga a W ultima sua nota.
(esce).
SCENA V.
Laura e Gioconda.
Gioconda
(precipitando verso Laura, afferra il veleno che Laura ha tra le mani e le porge un'ampolla)
A me quel filtro! a te codesto! bevi!
Laura
Gioconda, qui?
Gioconda
Previdi la tua sorte, Per salvarti mi armai, ti rassicura. Quel narcotico è tal, che della morte Finge il letargo... Angosciosi, brevi Sono gì' istanti... bevi... a me la cura Lascia dell'opra. - Or via!!
Laura
Mi fai paura !
Serenata interna
La gaia canzon Fa l'eco languir, E l1 ilare suon Si muta in sospir. Con vago miraggio Riflette la luna L'argenteo suo raggio Sull'ampia laguna. E in quel si sublima Riverbero pio, Patetica rima Creata da Dio.
Ten va, cantilena, Per l'aura serena, Ten va, serenata, Per l'onda incantata.
ATTO TERZO
69
Gioconda S'ei qui torna, t'uccide. Laura
Atra agonia !
Gioconda
Prega per te quaggiù la madre mia, Nell'oratorio, i miei fidi cantori Son presso... ascolta.
Laura
Orror ! ! Già la canzone muor !
Gioconda
Con essa muori !
La condanna t'è nota :
Pria eli essa giunga all'ultima sua nota...
Laura Porgi ! ho bevuto.
(prende la fiala dalle mani di Gioconda, poi scompare dietro le cortine del fondo)
Gioconda La fiala a me ! O gran Dio ! !
(travasa il veleno d'Alvise nella fiala del sonnifero e lascia l'am- polla del veleno vuota sul tavolo. Esce precipitosa)
Udite le blande Canzoni vagar. Il remo ci scande Gli acoordi sul mar. Ten va, serenata, Sull'onda incantata.
Il canto è la vita, Di sogni si pasce, Ai sogni c'invitn, Dai sogni rinasce, D'un'anima ignota E l'eco fedel, L'estrema sua nota Si perde nel ciel.
SCENA VI.
Alvise solo, mentre la cadenza della serenata è alle ultime sue note. Osserva l'ampolla vuota sul tavolo.
Tutto è compiuto!! Vuoto è il cristal !
(entra nella cella funeraria, vi rimane un momento e torna in iscena)
Vola su lei la morte. S'apra il festin ! Vi spalancate, o porte !
(va verso 1' ingresso del fondo)
7<D LA GIOCONDA
SCENA VII.
Entrano Cavalieri e Dame. Alvise sarà alla porta ricevendo e compli- mentando chi entra. Il Paggio gli sta accanto. Gioconda con Barnaba. Più tardi Enzo mascherato.
Alvise
Benvenuti messeri ! Andrea Sagredo ! Erizzo, Loredan ! Venier! Chi vedo? Isèpo Barbarigo, a noi tornato Dalla pallida China! e il benamato Cugino mio Partecipazio ! O quanti Bei cavalieri !... Belle dame ! Avanti, Avanti ! e voi, vispi cantori e maschere, Presto sciogliete le carole e i canti.
Coro generale
A Cà d'Oro ! !
Su, cantiam 1' allegro coro ! —
È Cà d'Oro illuminala, Co' suoi rai la notte indora, Par la reggia d'una fata, Pare il tempio dell'Aurora. Tanto splende il gaio ostel, Che d'intorno i suoi fanali Vanno errando e abbrucian l'ali Anche gli angeli del ciel. —
Alvise
(a Gioconda)
Nella pazza baraonda Anche tu balda figliuola !
Gioconda
M'invitaste ier! Gioconda È fedele alla parola.
ATTO TERZO 71
Gentiluomini
Cortesia, virtù, decoro,
Qui s'accoglie e regna ognor!
Gentildonne
Inneggiate alla Cà d'Oro, È il santuario dell'onor !
Tutti
Inneggiamo alla Cà d'Oro, È il santuario dell'onori
Alvise
Grazie vi rendo per le vostre laudi
Cortesi amici. A più leggiadri gaudi
Ora v'invito. Ecco una mascherata
Di vaghe danzatrici. - Ognuna è ornata
Di bellezza e fulgore
E tutte in cerchio rappresentan Tore.
Incomincia la danza.
Gentiluomini
Prodigio!
Gentildonne
Incanto !
Cantori
Tripudio !
Gentiluomini
Esultanza !
DANZA DELLE ORE,
Le Ore del JAcuttino - del Giorno - della, Sera - della JTotte.
72 LA GIOCONDA
Alvise
(appena terminate le danze, con suprema dignità)
Or la mia storia udite ! Al vivo raggio Di mille faci e di voi tutti a fronte Favella Badoèr. L'estremo oltraggio Ebbi da donna che fu mia. Quest'onte Come dagli altri si tergano ignoro. M'è noto sol che la veneta legge M'approva e la Giustizia di Cà d' Oro.
(dirigendosi verso la cella funeraria)
Voi tutti a me ! Là, dove Alvise regge, Così punisce. — S'apra questa porta.
(alza la cortina)
Ecco la sposa mia ! !
Tutti Ah ! morta ! Enzo
Morta ! !
(slanciandosi verso Alvise)
Carnefice ! su, compi il tuo delitto, Io quella donna amai!
Gioconda
(fa per frenare Enzo ma Barnaba la trattiene)
Pietà ! Alvise
Ribaldo ! Enzo
(si smaschera)
Guardami in faccia ! io sono il tuo proscritto, Enzo Grimaldo Prence di Santafior ! !
Alvise Audacia ! !
Gioconda Orror ! !
ATTO TERZO 73
Enzo
(Quella donna immota e smorta Che ravvolge un bianco vel, O assassini è la mia morta, L'angiol mio dolce e fedeli Su di me piombi la scure, S'apra il baratro fatai, E mi guidili le torture All'imene celestial.)
Gioconda
(Scorre il pianto a stilla a stilla Nel silenzio del dolor. Piangi, o turgida pupilla, Mentre sanguina il mio cor. Ma il martirio che mi strazia Giunto al colmo ancor non è, Dio tremendo la mia grazia Ora imploro alfin da te.)
Alvise
(ad Enzo)
Nel fulgor di questa festa Mal venisti, o cavalier, Par che sia per te funesta L'allegria dei Badoer !
(a Gioconda)
Perchè stai meditabonda, Muta e pallida così ? La canzon della Gioconda Oggi ancora non s'udi.
Barnaba
(a Gioconda)
Cedi alfin, della mia mano Vedi qui l'opra fatai. Mi paventa! un genio arcano Mi trascina verso il mal.
(ad Enzo)^
L'uom vorria pagar col sangue Una sola ora d'amor. Tu l'avesti ! e ancora l'angue T'arrovella del furor*!?
74
LA GIOCONDxV
Coro Tetri eventi ! Audacie orrende ! Spaventevole festin ! Come rapida discende La valanga del destin ! !
Alvise Ed or rimbombi il bronzo funerale, E per le piazze i banditori intorno Corrano ad annunziar questa fatale Morte di Laura Badoero-Adorno.
(a Barnaba)
Il Principe s'arresti. (Io te lo affido).
(Enzo è circondato dalle guardie;
Gioconda
(a Barnaba, presto)
(Barnaba! se lo salvi e adduci al lido
Della Giudeca,
Il misero mio corpo t'abbandono ! !
Barnaba
(a Gioconda)
Accetto il patto e il disperato dono.)
(s'odono i lenti rintocchi di una campana. Un grido di dentro)
Coro Qual tumulto!...
Altri Qual grido !
È la Cieca !
SCENA Vili.
La Cieca e detti.
I Qantori
Tutti La Cieca !
Barnaba
(ridendo)
Ah! ah! là Cieca!
ATTO TERZO 75
La Cieca
Piangon le squille e la funebre grida
A vendicar mi guida
Una vittima pia d'un uom feroce.
Gioconda
(correndo a sostenere la madre. Barnaba ride)
Madre!
La Cieca
(svincolandosi da Gioconda)
Mi lascia! Ho udito la sua voce.
Barnaba
Ah! Ah!
La Cieca
Ride... l'ho udito. Mi guida il ciel! contr'esso appunto il dito!
Tutti
Barnaba !
La Cieca
È un delatori
(la Cieca avanzandosi lentamente)
Donne Stupori
Uomini Stupori
Tutti
(a bassa voce)
Sta Iddio nel suo cammino! La Cieca.
(puntando il dito sul petto di Barnaba che inorridisce e fa per celarsi)
È questo l'assassino !
(movimento generale) (Gioconda si slancia presso la madre)
J6 LA GIOCONDA
Coro e Alvise
Si scacci - si scacci la strige furente, L'orrenda befana che offenderci ardi. La strega bestemmia - farnetica, mente,
Si scacci da qui.
Enzo e La Cieca
Iniqui ! aggiungete delitto a delitto,
Iniqui! esultate nell'orgia crudeli
Ma il vostro castigo, tiranni, sta scritto
Fra gli astri del ciel!
Gioconda
(ad Alvise e Gentiluomini;
Clemenza! clemenza per l'egra vegliarda ! Sull'esil suo capo scatenasi il tuon. Dall'alto v'esorta, dall'alto vi guarda
Il Dio del perdon.
Barnaba
(ridendo)
Ah! ah! giuro al cielo che adesso l'ho colta La vecchia megera che ier si salvò. Caduta è in mia mano, ah! ah! questa volta
Sfuggirmi non può.
(la Cieca è scacciata dal Coro. Gioconda va per soccorrere la madre, ma vedendo Enzo tra- scinato dalle guardie rimane per un momento sospesa in una terribile perplessità ; intanto Barnaba afferra per mano la Cieca , e giovandosi del tumulto , senz' essere visto spinge la vecchia dietro la porta segreta).
ATTO QUARTO
ATTO QUARTO
Il Canal Orfano.
L'atrio d'un palazzo diroccato nell'isola della Ghtdeca. Nell'angolo di destra un paravento disteso, dietro il quale si trova un letto. - Un gran portone di riva nei fondo da cui si vedrà la laguna e la piazzetta di San Marco illuminata a festa. - Una immagine della Madonna ed una croce appese al muro. - Un tavolo, un canapè, sul tavolo una lucerna e una lanterna accese, un' ampolla di veleno, un pugnale. - Sul canapè varii adornamenti scenici di Gioconda. - A destra della scena una lunga e buia calle.
SCENA PRIMA.
Gioconda sola, cupamente assorta ne* suoi pensieri.
(intanto dal fondo della calle si avanzano due uomini che portano in braccio Laura avvolta in un mantello nero. Battono all'uscio. Gioconda si scuote e va ad aprire. Entrano)
Gioconda
)ESSUN v'ha visto ?
i.° Cantore Nessuno. Gioconda
Sul letto La deponete.
(Gioconda va al paravento. Laura è deposta sul letto)
8o LA GIOCONDA
Cantore
» Ad un'occulta riva » Sbarcati siam per evitar gl'incontri.
Gioconda » Sta ben. E quando fu sepolta ? Cantore
)) A vespro. Gioconda » E quanto tempo giacque? Cantore
» In circa un' ora. Gioconda » Era vasto l'avel ?
Cantore » Vasto.
Gioconda
» I compagni » Verranno questa notte?
Cantore » Sì.
Gioconda
Ecco l'oro Che vi promisi.
Cantore
Noi vogliam... gli amici Prestali opra da amici.
Gioconda
(mutando accento e supplicando)
O pietosi, Per quell'amor che v'ha creati, un'altra
ATTO QUARTO
Grazia vi chiedo. Nella scorsa notte Mi scompariva la mia cieca madre, Già disperata la cercai, ma invano. Deh ! scorrete le vie, le piazze, e l'orme Della mia vecchierella... Iddio v' insegni. Doman, se la trovate, a .Canareggio V'aspetterò. Quest'antro di Giudecca Fra brev'ora abbandono.
Cantori
A noi t'affida.
(Gioconda stringe ad essi la mano ; escono da dove sono entrati)
SCENA II.
Gioconda sola presso il tavolo guarda il pugnale, lo tocca, poi prende l'ampolla del veleno.
Suicidio!... in questi Fieri momenti Tu sol mi resti, Tu sol mi tenti. Ultima voce Del mio destin, Ultima croce Del mio cammin. E un dì leggiadre Volavan l'ore, Smarrii la madre, Perdei l'amore, Vinsi l'infausta Gelosa febre ! Or piombo esausta Fra le tenebre!... Tocco alla mèta... Domando al ciel Di dormir queta Dentro l'avel.
82 LA GIOCONDA
(guardando ancora l'ampolla)
Ecco, il velen di Laura, a un'altra vittima Era serbato! io lo berrò! - Quand'irci Questa notte qui giunga, io non vedrò Il loro immenso amplesso ; Ma chi provvede alla lor fuga ? ah ! no !
(getta il veleno sul tavolo)
No, tentator, lungi da me! conforta
Anima mia, le tue divine posse!
Laura è là... là sul letto... viva... morta...
Noi so... se spenta fosse ! ! !
Io salvarla volea, mio Dio lo sai !
Pur, s'ella è spenta!?... un indistinto raggio
Mi balena nel cor... vediam... coraggio.
(prende la lanterna, fa per avviarsi al letto e poi si pente)
No... no... giammai, giammai !
No, non mi sfugga questo dubbio arcano !
Ma s'ella vive? ebben... Laura è in mia mano..
(biecamente)
Siam soli - È notte - Né persona alcuna Saper potrìa... profonda è la laguna...
Una voce lontana sull'acqua
Ehi ! dalla gondola, Che nuove porti ?
Altra voce più lontana
Nel Canal Orfano Ci son de' morti.
Gioconda
Orrore ! orrore ! ! orrore ! ! ! Sinistre voci ! illuminata a festa Splende Venezia nel lontano... in core Già si ridesta La mia tempesta Immane ! furibonda ! O amore! amore ! ! Enzo ! pietà!...
(al culmine della disperazione si getta accasciata accanto al tavolo)
ATTO QUARTO 83
SCENA III.
Intanto si vedrà Enzo venir dalla calle, trova la porta socchiusa, entra.
Enzo Gioconda !
Gioconda Enzo !... sei tu !
Enzo
(cupamente)
Dal carcere M'hai tratto; e i miei legami Sciogliesti, e armato e libero Qui son. Da me che brami ?...
Gioconda
(con accento d'esaltazione straziante)
Da te che bramo ? ahi ! misera ! Ridarti il sol, la vita ! La libertà infinita ! La gioia e l'avvenir ! L'estatico sorriso, L'estatico sospir ! L'amor... il paradiso!!... (Gran Dio ! fammi morir !)
Enzo
Donna ! col tuo delirio Tu irridi a un moribondo, Per me non ha più balsami L'amor, né raggi il mondo. Addio...
Gioconda
Che fai?
Enzo
Non chiedere.
34 LA GIOCONDA
Gioconda
(afferrandolo)
Resta... M'ascolta.
Enzo
(svincolandosi)
Cessa.
Gioconda Tu vuoi morir per essa !
Enzo
Sì, sul suo santo avel Baciare anco una volta La povera sepolta.
Gioconda
(con possente ironia)
Ebben, corri al tuo voto, Eroe mesto e fedel ! L'avel di Laura è vuoto; Io T ho rapita !
Enzo
O ciel!
(con un grido)
No, menti, menti...
Gioconda
(accennando alla croce appesa al muro)
Giuro, Giuro su quella croce.
Enzo
No: la bestemmia atroce Tergi dal labbro impuro! Di' che hai mentito !
Gioconda
(con fierezza, poi supplichevole)
Il vero Dissi!... il furor... deh! frena!
ATTO QUARTO 85
Enzo
O furibonda Jena Che frughi il cimitero ! O maledetta Eumenide, Gelosa della morte, Dimmi ove celi l'angelo Mio dalle guance smorte. • Parla ! o in quest'ora lùgubre Convien che qui tu muoja... Vedi ! già brilla il fulmine Del mio pugnai...
(sguainando il suo pugnale e afferrando Gioconda)
Gioconda
(Oh gioia ! M'uccide !)
Enzo
I tenebrori Del tuo mister saprò. Parla...
Gioconda
No.
Enzo
Parla.
Gioconda
No.
Enzo
Ebben... infame... muori !
(per ferirla)
86 LA GIOCONDA
SCENA IV.
Enzo !
Laura , Gioconda , Enzo.
Laura
(dall' alcova)
Enzo Chi è là!
Gioconda
(atterrita)
Mio Dio!
Laura
(comparendo)
Enzo ! amor mio!
Ah! il cor mi si ravviva....
Respiro all'aura...
(Enzo immobile, trasognato)
Enzo, vieni... sei tu, vieni... son viva ! Enzo
(slanciandosi ; abbracciando Laura)
Laura! ciel! non deliro! Ah! Laura! Laura! Gioconda
(avviluppandosi la testa nel suo manto)
(Nascondili, o tenebra!) L
do
Ahimè ! quell'ombra
Laura
(guardando verso Gioconda)
È Alvise... fuggi...
Enzo No, il terror disgombra
ATTO QUARTO 8?
Laura
(avvicinandosi riconosce Gioconda che si sarà scoperta)
Sei tu ? ! costei salvò la vita a me.
Enzo
Fanciulla santa !
Ch'io mi ti prostri ai pie.
(Laura ed Enzo cadono in ginocchio davanti a Gioconda)
(Quadro)
Voci lontane
Ten va, serenata, Per l'aura serena, Ten va, cantilena, Per l'onda incantata, Udite le blande Canzoni vagar, Il remo ci scande Gli accordi sul mar. Il canto è la vita, Di sogni si pasce, Ai sogni e' invita, Nei sogni rinasce, D'un'anima ignota È l'eco fedel, L'estrema sua nota Si perde nel ciel.
Gioconda
(con calma dolcissima)
Questa canzone ti rammenti, o Laura? É la canzone della tua fortuna. Essa viene vèr noi. Attenti udite, Fratelli miei, quei rematori in salvo V'addurran questa notte. Per la fuga Tutto provvidi cautamente. Alzate
88 LA GIOCONDA
» Le vostre fronti, eh' io veda il sorriso, » Ch' io vi creai. No, d'attristar Gioconda )> Più non temete... amatevi... » Ho il cuore rassegnato. » Nessun è qui colpevole, » So che l'amore è un fato !
Enzo e Laura
(al colmo della commozione)
Oh! benedetta!
Gioconda
(sempre con maggior fretta)
Basta! il tempo fugge! La barca s'avvicina... i miei compagni Vi condurran prima dell'alba al lido Dei Tre Porti... « ed appena giunti a terra » Domanderete due corsieri e lesti » Verso Aquileja drizzerete il volo, E di là poco lunge il sol d' Illiria Vi splenderà liberamente in viso.
(a Laura)
» Tu per lenir il trepido viaggio
» Gli narrerai la tua ventura. Addio...
Ecco la barca... il mio mantel t'asconda.
(si vede la barca dei cantori che s'arresta alla riva. Gioconda si toglie il mantello di dosso e copre Laura ; poi scorge al collo di Laura il rosario)
Che vedo là! Il rosario! oh sommo Dio!
Così dicea la profezia profonda :
A te questo rosario
Che le preghiere aduna,
Io te lo porgo, accettalo.
Ti porterà fortuna...
E così sia ! quest'ultimo
Bacio che il pianto innonda,
V'abbiate in fronte, è il povero
Bacio del labbro mio.
ATTO QUARTO 89
Talor nei vostri memori Pensieri alla Gioconda Date un ricordo. Amatevi... Lieti vivete... Addio!
Enzo e Laura
Sulle tue mani l'anima Tutta stempriamo in pianto. No, mai su queste lagrime Non scenderà l'oblio. Ricorderem la vittima Del sacrificio santo. Ti benedican gli angeli. Addio... Gioconda. - Addio.
(sull* ultimo verso Laura ed Enzo avranno già un piede sulla barca. - Quadro - Partono. Pausa)
SCENA V.
Gioconda sola, poi Barnaba nella calle.
Gioconda
(afferra l'ampolla del veleno)
Ora posso morir. Tutto è compiuto.
Ah no ! mia madre ! aiuto !
Aiuto, o santa Vergine !
Troppi dolori sovra un solo cuore !
Vo' ricercar mia madre!... Oh! mio terrore!
(colta da un pensiero improvviso)
Il patto or mi rammento ! Ah ! la paura
Di Barnaba m'agghiaccia!
Qui riveder l'orribile sua faccia!
(corre all'immagine della Madonna e si prostra)
Vergine Santa allontana il Demonio ! ! !
90 LA GIOCONDA
Barnaba
(viene dalla calle , si ferma alla porta socchiusa e sta spiando)
Il del s'oscura.
(scompare la luna)
Prega ! ed essa non sa qual testimonio Dell'orazion la guarda.
Gioconda
Vergine Santa allontana il Demonio... Ebben, perchè son cosi affranta e tarda, La fuga è il mio riscatto !
Barnaba
(Ah ! vuol fuggir...)
(mentre Gioconda fa per fuggire s' incontra con Barnaba che spalanca 1' uscio ed entra)
SCENA ULTIMA.
Gioconda e Barnaba. Barnaba
(terribilmente)
Così mantieni il patto ? Gioconda
(prima atterrita poi con coraggio estremo sino alla fine)
SI, il patto mantengo - lo abbiamo giurato, Gioconda non deve - quel giuro tradir. Che Iddio mi perdoni - Y immenso peccato Che sto per compir !
Barnaba
(fra se)
Ebbrezza ! delirio ! Mio sogno supremo ! Ti colgo e repente quest'arido cuor S'innonda di gioia! già palpito e tremo Ai rai dell'amor !
ATTO QUARTO 91
Gioconda
(a Barnaba che fa per avvicinarsi)
Raffrena il selvaggio delirio ! t' arresta. Vo' farmi più gaia, più fulgida ancor. Per te voglio ornare la bionda mia testa Di porpora e d'or!
(va ad ornarsi)
Con tutti gli orpelli sacrati alla scena Dei pazzi teatri coperta gik son. Ascolta di questa sapiente sirena
L'ardente canzon. T arresta, che temi ? mantengo il mio detto, Non mento, non fuggo, tradirti non vo'. Volesti il mio corpo, dimon maledetto ?
E il corpo ti do !
(si trafigge nel cuore col pugnale che avrà raccolto furtivamente nelle vesti adornandosi e piomba a terra come fulminata)
Barnaba
Ah! ferma! irrisioni... ebben... or tu... M'odi... e muori dannata :
(curvandosi sul cadavere di Gioc. e gridandogli all' orecchio con voce furibonda)
Ier tua madre m'ha offeso! Io l'ho affogata! Non ode più ! !
(esce precipitosamente e scompare nelle tenebre della calle). (Cade la tela)
ERRATA-CORRIGE
*H. r9 Verso 5 Più i rai gli balenano mmHiqgai m . ^ ]e ^^
• 31 » 2 Compiamo l'opra bieca. . f ComPiam l'opra bieca
» 54 » 12 E Morte appar. .... » Tn M f
1 r » La Morte appar
» 5$ » 5 Là è la tua morte . % t a, 1 1
' • » -La e la sua morte
» 75 » 9 Sta Iddio nel suo cammino w ^Ty 1
cammino » v,ta Iddio sul suo cammino